CLEOPATRA #027: ultimi cappotti, prime allergie
28 premi letterari in scadenza, 3 interviste, 13 proposte dai nostri follower, una nuova edizione del nostro contest gratuito per scrittori.
Ciao a tutti i lettori di CLEOPATRA, io sono Alessio Valsecchi e questo è il ventisettesimo numero della nostra amata newsletter! ❤️
Siamo “belli carichi” anche a questo giro, con tre belle (e varie) interviste, quasi trenta concorsi letterari in scadenza e TANTE proposte editoriali dai nostri follower.
Su queste pagine virtuali presentiamo anche “Fattacci true crime”, l’ultimo libro che ho avuto il piacere di curare/realizzare (insieme al socio Stefano Valbonesi), e la rivista per scrittori “Fuori dai bordi”, un magazine nato da pochissimo ma dall’alto potenziale! 😁
Non poteva mancare ovviamente la nuova edizione del nostro contest gratuito di scrittura: siamo arrivati alla 17ma edizione e il numero di racconti in gara aumenta sempre di più! Se non hai mai partecipato, cosa aspetti a farlo?
In chiusura ricordo a tutti gli appassionati di narrativa fantastica/weird/horror che questo 21 e 22 marzo a Milano si terrà la nuova edizione di Marginalia - Narratori dell’ignoto. Avrò il piacere di essere presente in qualità di autore self con un banco vendita libri, passate a salutarmi se decidete di venire a visitare la fiera! 👍
Per ora è tutto. Buona lettura e… state coperti, l’inverno non è ancora finito!
📌 Ecco i contenuti del numero 27:
• Sponsor del numero
• Concorsi letterari in scadenza
• Intervista all’autore Simone Zappa
• Il gruppo Facebook “Libri Libri Libri”
• Intervista a Luana Troncanetti
• Le proposte editoriali dei nostri follower
• Fuori dai Bordi, il numero 0
• Intervista a Rita Traina
• Il contest #17 di Cleopatra
• Baci e abbracci
🟠 Sponsor del numero: Fattacci true crime
Lo sponsor di questo mese è “Fattacci true crime”, l’antologia di racconti - dedicati a crimini realmente accaduti - assemblata con le migliori opere classificate nelle prime quattro edizioni del concorso gratuito TrueCrimePremio e curata da Stefano Valbonesi e Alessio Valsecchi.
Se il crimine, la cronaca e il true crime sono la vostra passione non fatevela scappare!
Tutti i dettagli sulla pagina Amazon: https://www.amazon.it/dp/B0GJWHRRMK/
🟠 Concorsi in scadenza
Questo mese proponiamo 28 premi letterari in scadenza: là dove è stato possibile farlo, abbiamo inserito anche la location dell’eventuale cerimonia di premiazione del concorso.
🟡 Premio Franz Kafka Italia® per la Pittura
Organizzato da: Secondo Umanesimo Italiano®
Luogo della premiazione: Udine (UD)
Edizione: XXIV
Scadenza: 15/05/2026
Concorso letterario gratuito per opere visive • (opere edite e inedite)
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
Bando concorso su Concorsi-Letterari.it: Approfondisci
🟡 Premio Franz Kafka Italia® per il Disegno Artistico
Organizzato da: Comitato Secondo Umanesimo Italiano®
Luogo della premiazione: Udine (UD)
Edizione: XXIII
Scadenza: 15/05/2026
Concorso letterario gratuito per opere visive • (opere edite e inedite)
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
Bando concorso su Concorsi-Letterari.it: Approfondisci
🟡 Premio Franz Kafka Italia® alla Cultura Carriera Immaginazione
Organizzato da: Comitato del Secondo Umanesimo Italiano®
Luogo della premiazione: Udine (UD)
Edizione: XXII
Scadenza: 15/05/2026
Concorso letterario gratuito per romanzi • raccolte di poesie • raccolte di racconti • saggi • opere visive • (opere edite)
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
Bando concorso su Concorsi-Letterari.it: Approfondisci
🟡 Premio Letterario Nazionale Clara Sereni
Organizzato da: Associazione Culturale Officina delle Scritture e dei Linguaggi
Luogo della premiazione: Perugia (PG)
Edizione: VII
Scadenza: 09/05/2026
Concorso letterario a pagamento per romanzi • (opere edite e inedite)
Premi in Pubblicazione
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
Bando concorso su Concorsi-Letterari.it: Approfondisci
🟡 Premio Nazionale di Poesia Benandante
Organizzato da: Associazione Porto dei Benandanti APS
Luogo della premiazione: Cinto Caomaggiore (VE)
Edizione: I
Scadenza: 09/05/2026
Concorso letterario gratuito per raccolte di poesie • opere visive • (opere inedite)
Premi in Pubblicazione
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
Bando concorso su Concorsi-Letterari.it: Approfondisci
🟡 Premio Letterario Nazionale Agrorinasce
Organizzato da: Agrorinasce - Agenzia per l’innovazione lo sviluppo e la sicurezza del territorio
Luogo della premiazione: Casapesenna (CE)
Edizione: II
Scadenza: 04/05/2026
Concorso letterario gratuito per romanzi • racconti • raccolte di racconti • saggi • (opere edite e inedite)
Premi in Denaro
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
Bando concorso su Concorsi-Letterari.it: Approfondisci
🟡 Premio di Poesia Annunziato Presta
Organizzato da: Casa delle Culture di Marano Principato
Luogo della premiazione: Marano Principato (CS)
Edizione: II
Scadenza: 30/04/2026
Concorso letterario gratuito per poesie • (opere inedite)
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
Bando concorso su Concorsi-Letterari.it: Approfondisci
🟡 Concorso internazionale di poesia Giugno di San Vigilio
Organizzato da: Associazione Culturale Sperimentiamo Arte Musica Teatro
Luogo della premiazione: Roma (RM)
Edizione: XVIII
Scadenza: 30/04/2026
Concorso letterario a pagamento per raccolte di poesie • poesie • (opere edite e inedite)
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
Bando concorso su Concorsi-Letterari.it: Approfondisci
🟡 Premio Raffaella Danzinelli
Organizzato da: Campi di Carta e Associazione Raccontami le Parole
Luogo della premiazione: Treviso (TV)
Edizione: II
Scadenza: 30/04/2026
Concorso letterario a pagamento per romanzi • racconti • poesie • raccolte di racconti • (opere inedite)
Premi in Pubblicazione
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
Bando concorso su Concorsi-Letterari.it: Approfondisci
🟡 Una storia per il cinema
Organizzato da: CINEHEART ETS ASSOCIAZIONE CULTURALE
Luogo della premiazione: da comunicare
Edizione: VII
Scadenza: 30/04/2026
Concorso letterario a pagamento per romanzi • racconti • (opere edite e inedite)
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
Bando concorso su Concorsi-Letterari.it: Approfondisci
🟡 Premio Letterario Internazionale Casinò di Sanremo Antonio Semeria
Organizzato da: Casinò di Sanremo
Luogo della premiazione: da comunicare
Edizione: XIII
Scadenza: 30/04/2026
Concorso letterario gratuito per romanzi • racconti • raccolte di poesie • raccolte di racconti • saggi • (opere edite e inedite)
Premi in Pubblicazione
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
Bando concorso su Concorsi-Letterari.it: Approfondisci
🟡 Premio Letterario Internazionale Città di Arona
Organizzato da: Cicolo Culturale Aronese - ODV
Luogo della premiazione: Arona (NO)
Edizione: XXVIII
Scadenza: 30/04/2026
Concorso letterario a pagamento per romanzi • raccolte di racconti • opere visive • “di genere” giallo/crime (opere edite e inedite)
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
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🟡 Premio Letterario San Domenichino
Organizzato da: Associazione Culturale San Domenichino Massa
Luogo della premiazione: Massa (MS)
Edizione: LXVII
Scadenza: 15/04/2026
Concorso letterario a pagamento per romanzi • racconti • raccolte di poesie • poesie • raccolte di racconti • saggi • (opere edite e inedite)
Premi in Denaro
Premi in Pubblicazione
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
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🟡 Premio Nazionale di Poesia “Poetico” - Città di Forlì
Organizzato da: Associazione Culturale Metropolis di Forlì
Luogo della premiazione: Santa Sofia (FC)
Edizione: I
Scadenza: 15/04/2026
Concorso letterario a pagamento per raccolte di poesie • (opere edite)
Premi in Denaro
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
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🟡 Concorso Letterario Sandro Sessi
Organizzato da: Marina Corradin e Agriturismo Cantarana
Luogo della premiazione: da comunicare
Edizione: I
Scadenza: 15/04/2026
Concorso letterario a pagamento per racconti • (opere inedite)
Premi in Denaro
Premi in Pubblicazione
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
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🟡 Premio Nazionale di Poesia La Rondine
Organizzato da: Gruppo Poesia 83
Luogo della premiazione: Rovereto (TN)
Edizione: XXVII
Scadenza: 15/04/2026
Concorso letterario a pagamento per poesie • (opere inedite)
Premi in Denaro
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
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🟡 Bukowskeggiando
Organizzato da: Associazione culturale CartaBianca Cagliari
Luogo della premiazione: non comunicato
Edizione: II
Scadenza: 15/04/2026
Concorso letterario gratuito per racconti • poesie • opere visive • (opere inedite)
Premi in Pubblicazione
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
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🟡 Contest di scrittura CLEOPATRA numero 16
Organizzato da: Newsletter CLEOPATRA
Luogo della premiazione: non è prevista cerimonia pubblica
Edizione: XVII
Scadenza: 02/04/2026
Concorso letterario gratuito per racconti • (opere inedite)
Premi in Pubblicazione
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🟡 Sfumature di periferie. Raccontare per ricordare e progettare
Organizzato da: Gruppo di Lettura I Libri Portano Lontano
Luogo della premiazione: la cerimonia si terrà online
Edizione: II
Scadenza: 31/03/2026
Concorso letterario gratuito per racconti • (opere inedite)
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🟡 Concorso per artisti Point of view
Organizzato da: Altamira Aps
Luogo della premiazione: non comunicato
Edizione: II
Scadenza: 31/03/2026
Concorso letterario gratuito per opere visive • (opere inedite)
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🟡 Premio Le Muse
Organizzato da: Associazione culturale Azione Culturale
Luogo della premiazione: Lecce (LE)
Edizione: XXI
Scadenza: 31/03/2026
Concorso letterario a pagamento per romanzi • racconti • raccolte di poesie • poesie • raccolte di racconti • saggi • (opere edite e inedite)
Premi in Pubblicazione
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🟡 Concorso Letterario e Artistico Nazionale Ponti di Pietra e Parole
Organizzato da: Associazione culturale Itinerando al sud
Luogo della premiazione: Matera (MT)
Edizione: I
Scadenza: 30/03/2026
Concorso letterario a pagamento per racconti • opere visive • (opere inedite)
Premi in Denaro
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🟡 Orizzonti di parole: il concorso letterario di Bookreporter
Organizzato da: Bookreporter
Luogo della premiazione: Udine (UD)
Edizione: II
Scadenza: 28/03/2026
Concorso letterario a pagamento per racconti • (opere inedite)
Premi in Pubblicazione
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🟡 Trofeo RiLL: il Miglior Racconto Fantastico
Organizzato da: RiLL - Riflessi di Luce Lunare
Luogo della premiazione: Lucca (LU)
Edizione: XXXII
Scadenza: 20/03/2026
Concorso letterario a pagamento per racconti • “di genere” horror/weird fantasy fantascienza fantastico (opere inedite)
Premi in Denaro
Premi in Pubblicazione
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🟡 Contest di scrittura ABISSO numero 28
Organizzato da: Newsletter ABISSO
Luogo della premiazione: non è prevista cerimonia pubblica
Edizione: XXVIII
Scadenza: 16/03/2026
Concorso letterario gratuito per racconti • “di genere” giallo/crime horror/weird fantasy fantascienza fantastico (opere inedite)
Premi in Pubblicazione
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
Bando concorso su Concorsi-Letterari.it: Approfondisci
🟡 Premio letterario Emily I mille volti della violenza
Organizzato da: Associazione Emily Abruzzo
Luogo della premiazione: Vasto (CH)
Edizione: IV
Scadenza: 15/03/2026
Concorso letterario gratuito per romanzi • racconti • poesie • (opere edite e inedite)
Premi in Denaro
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
Bando concorso su Concorsi-Letterari.it: Approfondisci
🟡 Concorso letterario per racconti NeroPremio
Organizzato da: LaTelaNera.com
Luogo della premiazione: non è prevista cerimonia pubblica
Edizione: LXXXII
Scadenza: 13/03/2026
Concorso letterario gratuito per racconti • “di genere” giallo/crime horror/weird fantasy fantastico (opere inedite)
Premi in Pubblicazione
Bando concorso ufficiale: Approfondisci
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🟡 Premio Letterario Nazionale Bukowski
Organizzato da: Giovane Holden Edizioni
Luogo della premiazione: Viareggio (LU)
Edizione: XIII
Scadenza: 09/03/2026
Concorso letterario a pagamento per romanzi • racconti • poesie • (opere inedite)
Premi in Pubblicazione
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🟠 Intervista all’autore Simone Zappa
Simone Zappa è uno scrittore italiano al suo esordio nel romanzo con “Il Contabattiti: La noia della perfezione”, un thriller psicologico che scava in profondità nelle zone più silenziose e disturbanti della mente umana. La sua scrittura si concentra sulla costruzione di architetture interiori complesse, dove la tensione non nasce dall’azione ma dall’ossessione, dal ritmo, dalla ripetizione, dal controllo.
Pubblicato il 30 novembre 2025 in autopubblicazione con Amazon KDP, “Il Contabattiti” racconta la storia di un serial killer perfetto, invisibile, metodico fino all’estremo. Da anni uccide senza lasciare tracce: nessun sospetto, nessun errore, nessuna firma riconoscibile. Ogni morte è così pulita da sembrare naturale. Ma la perfezione, quando diventa meccanica, perde intensità. E ciò che resta è la noia.
È proprio la noia – la perdita di vibrazione, di rischio, di riconoscimento – a innescare la frattura. Il protagonista decide di esporsi, di creare le condizioni per essere visto non dalla polizia, ma da un suo pari: qualcuno capace di comprendere la sua “coreografia”, il suo disegno nascosto. In un mondo che vede solo caos, lui vede ordine. In un tempo che scorre in ore, lui misura battiti.
In una recente intervista rilasciata alla newsletter ABISSO, Zappa ha già raccontato le origini della sua passione per la scrittura e il momento in cui ha compreso che non voleva solo raccontare storie, ma costruire mondi interiori dotati di regole e ossessioni proprie. In questa conversazione per CLEOPATRA entriamo ancora più a fondo: nel laboratorio narrativo, nelle scelte strutturali, nelle influenze, nelle strategie di pubblicazione e nei progetti futuri di un autore che ha scelto di debuttare con un thriller psicologico oscuro, chirurgico e ambizioso.
[CLEOPATRA] Il mondo dei concorsi letterari è molto variegato. Hai mai partecipato a concorsi per racconti o romanzi? E, nel caso del tuo libro già pubblicato, prenderesti in considerazione la partecipazione a premi dedicati a opere edite?
[SZ]: Non ho mai partecipato a concorsi letterari, né per racconti né per romanzi. Non per disinteresse, ma perché ho sempre vissuto la scrittura come un percorso di costruzione a lungo termine più che come una competizione.
Quando ho lavorato a “Il Contabattiti”, la mia attenzione era concentrata interamente sulla coerenza del progetto e sulla sua identità. Oggi, mentre sto sviluppando il nuovo romanzo, il mio focus è lo stesso: investire tempo ed energie nella scrittura e nello sviluppo del progetto.
Con il primo libro già pubblicato, parteciperei a un concorso dedicato a opere edite solo se lo percepissi come un contesto di valore, non come una scorciatoia. Per me conta la solidità dei progetti nel tempo e il dialogo con i lettori, più che l’ottenimento di un riconoscimento formale.
[CLEOPATRA]: Nel tuo percorso di crescita come autore, quanto hanno contato corsi di scrittura, laboratori o percorsi formativi strutturati? Li consigli a chi vuole pubblicare thriller psicologici? E, se li hai frequentati, cosa ti hanno davvero insegnato che non si trova nei libri?
[SZ]: Nel mio percorso hanno avuto un ruolo importante, ma non determinante. Ho seguito un corso in una fase in cui sentivo il bisogno di dare struttura alle intuizioni che avevo. Scrivere è un atto solitario, e il confronto esterno aiuta a sviluppare uno sguardo più critico sul proprio lavoro. Per chi vuole scrivere thriller psicologici può essere utile soprattutto per comprendere la gestione del ritmo, della tensione e della coerenza interna. In un genere basato su ciò che si mostra e ciò che si nasconde, la consapevolezza strutturale è fondamentale.
Detto questo, nessun corso sostituisce la pratica quotidiana. Si cresce scrivendo, riscrivendo e imparando a tagliare. Proprio la capacità di eliminare ciò che non serve, anche quando piace all’autore, è stata una delle lezioni più preziose che ho imparato.
[CLEOPATRA]: “Il Contabattiti: La noia della perfezione” è un thriller psicologico che si muove tra ossessione, controllo, identità e memoria. Se dovessi definire i temi portanti del romanzo in tre parole chiave, quali sceglieresti e perché?
[SZ]: Le tre parole che sceglierei sono Perfezione, Ossessione e Riconoscimento.
La perfezione è il punto di partenza: un protagonista che non sbaglia mai, che ha portato il controllo all’estremo. Ma proprio questa assenza di errore lo svuota, lo priva di emozione e di senso.
L’ossessione è il suo limite. Potrebbe fermarsi, potrebbe scegliere una vita diversa, ma non riesce a farlo. Continua a fare ciò che gli riesce meglio, anche se questo lo consuma. Non è solo una scelta morale: è una gabbia mentale.
Il riconoscimento, infine, è il vero nodo del romanzo. Uccidere senza essere notato lo rende invisibile, e l’invisibilità diventa insopportabile. Il bisogno di essere visto non nasce dall’ego, ma dal dubbio più profondo: esisto davvero se nessuno si accorge di me?
Più che un thriller convenzionale, questo libro nasce dal desiderio di porre domande sull’identità, sul bisogno di sentirsi vivi e sul confine sottile tra controllo e annullamento.
[CLEOPATRA]: Il tuo protagonista è un serial killer “perfetto”, invisibile, quasi astratto. Quanto hai lavorato sul trope del “genio criminale” per sovvertirlo? Dove finisce il cliché e dove inizia la tua visione personale?
[SZ]: Ho lavorato sul trope del “genio criminale” in modo consapevole, ma non per riproporlo nella sua forma tradizionale. L’ho preso e l’ho spinto all’estremo.
Nel thriller classico, la genialità del killer tende a essere un elemento di fascinazione: è superiore, domina il caos, anticipa tutti. Ho voluto portare quella perfezione ai massimi livelli per mostrarne il costo. Nel mio romanzo la genialità non esalta il protagonista, fa l’opposto. Le sue capacità diventano una forma di anestesia. Più il sistema funziona, più lui si svuota.
Il cliché finisce nel momento in cui il “genio” non è più un’icona, ma un uomo che ha perso contatto con l’umanità. La mia visione personale inizia lì: nel trasformare l’iper-controllo in una mancanza, e la perfezione in un bisogno disperato di tornare a sbagliare.
[CLEOPATRA]: Il tempo nel romanzo non si misura in ore ma in battiti: è un’idea fortemente simbolica e strutturale. Come hai costruito la scansione narrativa per rendere questa percezione alterata del tempo credibile e coerente?
[SZ]: La scansione delle scene segue una logica quasi meccanica: gesti ricorrenti, rituali, movimenti che si ripresentano con minime variazioni.
Anche a livello stilistico ho cercato una sintassi controllata, con frasi che restituissero una percezione cadenzata e progressiva, evitando accelerazioni improvvise. Non volevo che il tempo fosse solo dichiarato come “alterato”, ma che il lettore lo percepisse attraverso il ritmo stesso del testo. La coerenza nasce proprio da questa continuità formale: la struttura non descrive la mente del protagonista: la replica.
[CLEOPATRA]: L’ambientazione è soprattutto mentale: rituali, silenzi, coreografie interiori. Come si costruisce tensione in uno spazio così introspettivo, dove l’azione è ridotta e tutto si gioca nella psiche?
[SZ]: In uno spazio prevalentemente mentale, la tensione non nasce dall’evento, ma dalla frizione interna. Ho lavorato molto sull’anticipazione e sulla sospensione: suggerire prima di mostrare, lasciare che il lettore percepisca un possibile scarto prima che accada. I rituali, ad esempio, non sono solo ripetizioni, ma punti di pressione. Ogni gesto può deviare, anche impercettibilmente. La tensione nasce proprio da questa possibilità di rottura.
Inoltre ho gestito con attenzione l’informazione: dosare ciò che il lettore sa rispetto a ciò che il protagonista controlla. Quando la mente diventa lo spazio principale, basta un’incrinatura nel controllo per generare conflitto.
[CLEOPATRA]: Il tuo killer arriva a desiderare un “pari”, qualcuno che possa riconoscerlo e comprenderlo. È un bisogno di sfida, di riconoscimento o di salvezza? Quanto ti hanno influenzato i grandi thriller psicologici e i romanzi sul doppio nella costruzione di questa dinamica?
[SZ]: Sono tutte e tre le cose insieme.
La sfida è il livello più superficiale: trovare qualcuno capace di comprendere il suo sistema significa finalmente misurarsi con un limite reale. Il riconoscimento è il livello più umano: senza uno sguardo esterno che lo veda, la sua esistenza resta sospesa, invisibile.
La salvezza, invece, è l’aspetto più ambiguo. Cercare un “pari” significa tentare di uscire dall’isolamento, ma anche rischiare di essere smascherato. È un desiderio che contiene già la propria minaccia. I grandi thriller psicologici e i romanzi sul doppio hanno certamente costruito questa dinamica nel tempo, ma mi interessava usarla non come semplice contrapposizione tra due menti brillanti, bensì come confronto con la propria mancanza. Il “pari” non è solo un avversario: è uno specchio.
[CLEOPATRA]: In un’intervista ad ABISSO hai dichiarato: “ho capito che ciò che mi interessava davvero non era solo raccontare storie, ma inventare mondi: costruire spazi mentali, regole interne, tempi e ossessioni in cui il lettore potesse entrare e restare”. Hai delle regole precise di worldbuilding, anche quando il mondo è interiore e non fantastico?
[SZ]: Sì, mi sono prefissato delle regole. Per me il worldbuilding non riguarda solo la creazione di luoghi, ma la costruzione di un sistema coerente.
Anche una mente ha leggi. Ha ritmi, limiti, automatismi, punti ciechi. Se questi elementi non sono coerenti tra loro, il lettore lo percepisce immediatamente. Nel caso de “Il Contabattiti”, il “mondo” è la logica del protagonista: ciò che per lui è ordine, per gli altri è devianza. Ho trattato quella logica come si tratterebbe un universo narrativo, stabilendo regole interne e rispettandole fino in fondo.
È un principio che sto portando ancora più avanti nel nuovo progetto, dove la costruzione del mondo diventa esplicita, ma nasce dalla stessa esigenza: creare sistemi credibili, con leggi interne che non si contraddicono. Il fantastico inventa mondi visibili. Il thriller psicologico costruisce mondi invisibili. Ma in entrambi i casi, senza coerenza, non esiste immersione.
[CLEOPATRA]: Ogni scrittore, in fondo, “ruba il mestiere” osservando chi è venuto prima. Quali manuali di scrittura, mentori o autori ti hanno influenzato di più – anche solo per reazione o per contrasto? C’è qualcuno da cui hai imparato la costruzione della tensione, qualcuno per l’architettura narrativa, qualcuno per la profondità psicologica?
[SZ]: Credo che ogni autore assorba qualcosa da chi ha letto, anche involontariamente. Nel mio caso, tre riferimenti sono stati importanti per ragioni diverse.
Da Edgar Allan Poe ho imparato che la tensione può nascere dall’interiorità prima ancora che dall’evento. Il suo modo di scavare nella mente e di trasformare l’ossessione in atmosfera è stato un punto di riferimento importante per la profondità psicologica. Stephen King mi ha insegnato invece la gestione del ritmo: la capacità di costruire attesa senza fretta, di lasciare che il dettaglio quotidiano prepari l’inquietudine. In lui la tensione non è mai solo spettacolo, ma accumulo.
Più recentemente ho apprezzato molto Victoria Aveyard per il controllo dell’architettura narrativa. Anche in contesti diversi dal mio, la sua capacità di orchestrare struttura, potere e conflitto con coerenza mi ha colpito. Non si tratta di imitazione, ma di osservazione: capire come funziona un meccanismo e poi trovare il proprio modo di farlo respirare.
[CLEOPATRA]: Il “serial killer thriller” è un genere amatissimo ma anche affollato. Ti consideri un appassionato del genere? Quali sono, secondo te, gli errori più frequenti che uno scrittore dovrebbe evitare quando sceglie un assassino seriale come villain?
[SZ]: Sì, mi considero un appassionato del genere, soprattutto per la sua capacità di esplorare le zone più complesse della mente umana. Allo stesso tempo, però, non sento il bisogno di restare confinato in un’unica direzione narrativa. Il “serial killer thriller” è uno strumento, non un’etichetta identitaria.
Credo che l’errore più frequente non sia tecnico, ma prospettico: usare l’assassino seriale come scorciatoia per generare tensione. La violenza, da sola, non crea profondità. Quando il villain diventa solo un meccanismo funzionale alla trama o una figura costruita per impressionare, perde spessore. Il rischio è trasformarlo in un cliché estetico, più che in una presenza necessaria.
Per me il punto non è quanto sia intelligente o crudele l’assassino, ma cosa rappresenta all’interno del sistema narrativo. Se non incarna un conflitto umano riconoscibile, resta superficie.
[CLEOPATRA]: Restando tra le letture: quali sono tre thriller che hai acquistato e letto nell’ultimo anno e che ti hanno colpito in modo particolare? Cosa hai imparato, tecnicamente o emotivamente, da quei libri?
[SZ]: Nell’ultimo anno ho voluto sperimentare letture contemporanee come “56 giorni” di Catherine Ryan Howard, “L’impostore” di Martin Griffin e la trilogia del “Manoscritto” di Franck Thilliez.
Da “56 giorni” ho imparato quanto la distribuzione dell’informazione e la gestione dei piani temporali possano costruire tensione senza ricorrere all’azione continua. “L’impostore” mi ha insegnato il valore dell’ambiguità: lasciare zone d’ombra e non guidare troppo il giudizio del lettore rafforza l’impatto emotivo. Dalla trilogia del “Manoscritto” ho osservato soprattutto la disciplina strutturale: quando l’architettura è solida, anche la complessità diventa leggibile. Tecnica e emozione, in fondo, nascono dallo stesso principio: controllo della forma.
[CLEOPATRA]: Hai scelto di pubblicare “Il Contabattiti: La noia della perfezione” in self publishing con Amazon KDP. Perché questa decisione? È stata una scelta strategica, di libertà creativa, di tempistiche? E come ti stai trovando con questo modello?
[SZ]: Amazon KDP è un modello che apprezzo molto perché permette all’autore di seguire ogni aspetto della sua opera, dalla pubblicazione alla presentazione. Non mi spaventa l’idea che un libro possa non vendere; fa parte del rischio naturale di ogni progetto.
Ciò che considero più complesso è la visibilità. In un ecosistema così ampio, il problema non è pubblicare, ma essere trovati. Per questo sto lavorando su una promozione mirata, con l’obiettivo di intercettare lettori realmente interessati al genere e creare un dialogo consapevole, non casuale.
[CLEOPATRA]: Parliamo di promozione: quali strategie stai adottando per far conoscere il romanzo? Stai lavorando su Instagram (@simonezappa.write), collaborazioni, campagne sponsorizzate, presentazioni dal vivo? Che budget e che tipo di pianificazione servono, secondo te, a un autore indipendente che vuole essere preso sul serio?
[SZ]: Sto portando avanti una promozione coerente con l’identità del libro. Instagram è uno spazio di dialogo oltre che di visibilità, e sto cercando collaborazioni mirate, puntando più sulla qualità che sull’esposizione.
Accanto alla promozione online, ho sperimentato anche una diffusione non convenzionale, lasciando alcune copie del romanzo in luoghi panoramici. È un modo per rendere l’incontro meno algoritmico e più diretto: mi interessa che il libro possa farsi trovare, non solo essere spinto.
Non credo in strategie aggressive all’inizio di un percorso. Il budget, per un autore indipendente, deve essere sostenibile e calibrato: meglio investire poco ma con continuità. A fare la differenza è la pianificazione: avere chiaro il pubblico di riferimento, i tempi e gli obiettivi è ciò che distingue un’autopubblicazione improvvisata da un progetto che vuole essere preso sul serio.
[CLEOPATRA]: Le fiere di settore sono ancora centrali per chi scrive thriller e noir. Hai già partecipato a eventi letterari? Hai in programma di esserci nel 2026, magari al Salone del Libro di Torino? Quanto conta, oggi, la presenza fisica rispetto a quella digitale?
[SZ]: Ho partecipato a eventi letterari come visitatore, perché sono momenti importanti per osservare il settore e capire come si costruisce il dialogo tra autori e lettori.
Come autore, nel 2026 non ho in programma di essere al Salone del Libro di Torino. In questa fase sto concentrando energie e tempo sul nuovo romanzo, che rappresenta per me un passaggio fondamentale. Preferisco investire ora nella solidità del progetto creativo e rimandare la presenza in fiera a un momento in cui potrò presentarmi con una proposta ancora più strutturata.
Le fiere restano centrali per il confronto diretto e per la dimensione umana che nessuna piattaforma può sostituire. Allo stesso tempo, la presenza digitale è ciò che garantisce continuità. La dimensione fisica crea l’incontro, quella digitale lo prolunga nel tempo. Per me non sono alternative, ma strumenti complementari.
[CLEOPATRA]: Stai lavorando a “Come occhi mai aperti”, un progetto di fantascienza speculativa a forte componente storica e psicologica. In che modo questo nuovo romanzo rappresenta un’evoluzione rispetto a “Il Contabattiti”? Cosa puoi anticipare sulla struttura a più livelli temporali e sul lavoro che stai facendo su coscienza, memoria e percezione della realtà?
[SZ]: Se “Il Contabattiti” era un’immersione verticale nella mente di un singolo individuo, “Come occhi mai aperti” amplia il campo: non lavora più solo su una coscienza, ma su più livelli di realtà e memoria che si intrecciano.
L’evoluzione sta nella scala e nella prospettiva. Non si tratta più di osservare una mente dall’interno, ma di mettere in discussione il concetto stesso di realtà. Ciò che sembra stabile in un capitolo può incrinarsi nel successivo. Ciò che appare memoria può rivelarsi costruzione. Sto lavorando su un impianto narrativo in cui ogni livello temporale aggiunge un frammento di senso, ma allo stesso tempo apre nuove crepe. È un romanzo che chiede attenzione, ma restituisce profondità.
Per me rappresenta un passaggio decisivo: è il progetto in cui sto portando ancora più avanti la costruzione del mondo e delle sue regole interne, rendendole esplicite e strutturali. È il libro in cui sto cercando di spingermi oltre i confini del genere, mantenendo però al centro l’esperienza emotiva del lettore.
[CLEOPATRA]: Grazie Simone e in bocca al lupo per la tua carriera letteraria!
Intervista realizzata da. Alessio Valsecchi
🟠 Il gruppo Facebook “Libri Libri Libri”
Dopo aver ricevuto numerose richieste nel corso degli ultimi mesi, abbiamo deciso qualche settimana fa di creare e aprire un gruppo Facebook dedicato al mondo dei libri: proposte, presentazioni, recensioni, eventi, promozione.
Il gruppo è “pubblico”, l’accesso è “libero” e speriamo che col tempo (ora è piccolino) diventi un’interessante piazza digitale dove scoprire libri e farsi scoprire.
Potete visitarlo (e iscrivervi, magari) cliccando oltre: https://www.facebook.com/groups/librialcubo
🟠 Intervista a Luana Troncanetti
Ironica, tagliente, allergica ai “cuoricini capziosi” e all’iperpunteggiatura, Luana Troncanetti è una voce riconoscibile nel panorama narrativo italiano contemporaneo quando si parla di dramma e noir. Ex blogger, articolista e copywriter, ha attraversato con disinvoltura generi diversi – dalla scrittura ironica al giallo più cupo – costruendo negli anni un percorso solido, costellato di premi, menzioni e riconoscimenti in concorsi letterari nazionali.
Dalla serie dell’ispettore Proietti – inaugurata con “I silenzi di Roma” – fino a romanzi intensi e corali come “La cuoca – Storia di un terremoto”, passando per l’ambizioso e disturbante “Il recinto dei pazzi”, Troncanetti ha dimostrato di saper coniugare tensione narrativa, profondità psicologica e uno sguardo lucido – talvolta spietato – sulle fragilità umane e sociali.
In questa intervista per CLEOPATRA, Alessio Valsecchi dialoga con un’autrice che conosce dall’interno tanto il mondo dell’editoria tradizionale quanto quello del self publishing, e che non ha mai smesso di interrogarsi – con onestà e spirito critico – sul senso stesso dello scrivere e del pubblicare oggi.
[CLEOPATRA]: Luana, partiamo dall’origine di tutto: quando hai capito che la scrittura non sarebbe rimasta un gioco privato ma sarebbe diventata il tuo modo di stare al mondo? Cosa ti ha spinto, da ex blogger e copywriter, a trasformare le parole in narrativa?
[Luana Troncanetti]: A suggerirmi che (forse) possedevo qualità da scrittrice è stata la vittoria, da assoluta esordiente, al Premio Massimo Troisi nel 2009. Prima avevo raccontato il mio quotidiano su un blog ironico sulla genitorialità, pubblicato un paio di racconti brevi e autopubblicato un vademecum divertente.
La necessità di scrivere in modo più continuativo e professionale è arrivata molto più avanti, dopo i quarant’anni, con un lutto importante: mio padre. Il bisogno di scrivere il mio primo romanzo nasce dalla sua perdita. Non scrivo dai “tempi dell’asilo”; da bimba sognavo di disegnare. Raccontare storie è uno dei miei modi di stare al mondo, mai stato il principale.
[CLEOPATRA]: Ti definisci – con ironia – “falsa cinica e misantropa a scopo preventivo”. Quanto questa postura ha influenzato il tuo sguardo narrativo? È una corazza personale o uno strumento letterario?
[LT]: Citando Samuele Bersani, la misantropia è solo la copia di mille riassunti. “Falsa cinica” incarna un divertissement, mi imbarazza mettere troppo a nudo la mia sensibilità. Precauzioni che adotto per difesa personale, la postura non influenza mai ciò che scrivo.
[CLEOPATRA]: Ami spaziare dalla scrittura ironica al noir. Da dove nasce la tua passione per il giallo e il noir? Cosa ti affascina di più: il mistero, l’indagine morale, l’ambiguità dei personaggi, il lato oscuro delle relazioni?
[LT]: Più che dal giallo classico, sono affascinata dal caos del noir, dove non sempre c’è un detective pronto a ristabilire l’ordine. Mi interessa quel territorio ambiguo in cui le certezze vacillano e i personaggi si muovono tra zone d’ombra. Amo esplorare il lato oscuro delle relazioni: il tradimento della fiducia, i conflitti interiori, le scelte morali che mettono a nudo fragilità e contraddizioni.
[CLEOPATRA]: Sei vincitrice e finalista di numerosi concorsi letterari, dal Premio Massimo Troisi per la scrittura comica a Thriller Café, fino al Città di Grottammare. Che ruolo hanno avuto i concorsi nel tuo percorso? Li consideri una palestra, un banco di prova, un sistema meritocratico ancora credibile?
[LT]: Una palestra senz’altro. Uno sprone per misurarsi soprattutto con se stessi. Un esempio pratico: “Carmen”, tra i miei scritti è quello a cui sono più legata. Se non avessi scoperto, a pochi giorni dalla scadenza, il bando del concorso “Donna sopra le righe”, oggi quel racconto non esisterebbe.
Per quanto riguarda la meritocrazia, sarò schietta: è sempre più complicato non inciampare in meccanismi poco cristallini. Lo dico in modo piuttosto esplicito con “Didì”, un pezzo di satira sul mondo letterario che mi ha fatto conquistare il secondo posto a “Il Racconto nel Cassetto” 2025.
[CLEOPATRA]: Il tuo noir “Silenzio”, pubblicato inizialmente in self e poi rielaborato come “I silenzi di Roma” per Fratelli Frilli Editori, segna la nascita dell’ispettore Paolo Proietti. Com’è stato riscrivere e ampliare una storia già uscita? Cosa cambia quando un testo passa dal self a un editore strutturato?
[LT]: “Silenzio” era un romanzo autoconclusivo. Ernesto, il protagonista, ospitava sul taxi situazioni utili per raccontare il nero di Roma. Amico fraterno di un poliziotto, infilai nella trama l’omicidio di uno scultore per mettere in crisi il loro rapporto.
La richiesta di irrobustire la figura di Paolo Proietti ha gettato le basi per scrivere un sequel. Ampliare la storia mi ha messa in difficoltà, non riuscivo a trovare un dolore verosimile per il mio ispettore e – soprattutto – non già letto mille altre volte.
L’illuminazione scaturì dal nome della sua moto. Ho giocato con un vezzo dei capitolini, quello di appellare “Chicca” le donne che si chiamano Francesca.
Ciò che cambia nel passaggio self/editore dipende dalle esigenze del committente; Frilli mi ha concesso la libertà di apportare le necessarie integrazioni al testo senza costringermi a snaturare il mio stile.
[CLEOPATRA]: Con “Omicidio alla Garbatella” torni a Proietti e lo metti davanti a un conflitto personale prima ancora che investigativo. Quanto è importante, nel noir contemporaneo, lavorare sulle crepe emotive dell’investigatore più che sull’enigma in sé?
[LT]: È fondamentale se ci si concentra sui personaggi, più che sull’enigma. Se si scava anche nelle crepe emotive dei comprimari, quando possibile. Così la narrazione assume tridimensionalità. Il difficile è inserire i conflitti in un contesto giallo senza che i due aspetti prevalgano l’uno sull’altro. Anni fa, quando mi domandavano se “Silenzio” fosse un giallo oppure un noir, rispondevo sorridendo “È un’ape.”
[CLEOPATRA]: “La cuoca – Storia di un terremoto” è un romanzo potente, premiato più volte, che intreccia memoria, colpa, sorellanza e catastrofe. Cosa ti ha spinto a raccontare il terremoto del 1997 e a costruire una storia così corale e femminile?
[LT]: Il terremoto del 2016 mi segnò nel profondo. Interessò quattro regioni del centro Italia generando 299 decessi tra Lazio e Marche. I miei nonni paterni erano originari di due paesini in provincia di Macerata, poco distanti da Camerino. L’epicentro nelle Marche della seconda scossa di ottobre, terribile, di magnitudo 6.5, dista appena 30 km in linea d’aria da lì.
“La cuoca” è un romanzo breve di pura fantasia, ambientato nel 1997 per prendere respiro da un dolore ancora troppo recente. Ho perso di colpo la casa dove trascorrevo l’infanzia d’estate, le mie radici, tutto il lavoro dei miei trisavoli. In meno di un mese, era dicembre 2016, scrissi la prima bozza. Non c’è nulla di autobiografico, se non il bisogno di raccontare un dramma ricorrente in alcune zone dello Stivale. Ho scelto l’appennino umbro-marchigiano per ragioni di sangue e migliore conoscenza del territorio.
[CLEOPATRA]: “Il recinto dei pazzi” ha ottenuto la Menzione Speciale di Merito al Concorso Città di Grottammare – sezione inediti. Che valore ha per te questo riconoscimento, considerando la tua posizione spesso critica verso certi meccanismi del mondo letterario?
[LT]: Diverse esperienze, non solo personali, mi hanno portata a ricalibrare l’iniziale fiducia nel meccanismo: troppi concorsi nascono con i premi già assegnati. Quella Menzione – a pochi passi dal vincitore assoluto – mi regalò la forza di credere nel romanzo che ho autopubblicato a giugno 2025. Un piccolo backstage: spedii la bozza, un testo senza il necessario respiro, monco di tante suggestioni e dialoghi presenti nella versione definitiva.
Questo concorso mi aveva regalato una precedente gioia con “Omicidio alla Garbatella”: nel 2022 vinse il primo premio assoluto nella sezione “GialloGrottammare”. Senza pressione di agenti letterari o editori, senza santi in paradiso o folle di lettori a sostenermi. Posso senz’altro segnalarlo come uno dei concorsi “puliti” ai quali iscriversi.
[CLEOPATRA]: Il romanzo ruota attorno alla fuga da un ospedale psichiatrico e intreccia amore, follia, traumi della guerra e colpe rimosse. Come hai lavorato sulla struttura polifonica e sulle diverse prospettive – da Giovanna e Francesco fino a Celeste e al dottor Bugatti?
[LT]: Sono partita da “Celeste”, un racconto di poche cartelle. Pensai rappresentasse un’ottima base per cucire attorno tutta la struttura del romanzo. Le diverse prospettive sono arrivate in corso d’opera, senza alcuna progettazione.
[CLEOPATRA]: In questo libro affronti il tema della follia – autentica o presunta – e della reclusione. È un romanzo storico, sociale o esistenziale? Cosa volevi davvero mettere sotto accusa: l’istituzione manicomiale, la famiglia, la società o l’idea stessa di “normalità”?
[LT]: Metto sotto accusa tutto ciò che hai nominato ponendo l’accento su un fatto: in manicomio finirono soprattutto gli scomodi, non i malati mentali. Mi riferisco a orfani, disabili, epilettici, donne dalla condotta “sconveniente”, antifascisti, alcolizzati. Ambientato nel 1955, senz’altro è un romanzo storico. Un noir corale in cui do voce non solo ai reclusi senza motivo ma a medici e infermieri illuminati (la minoranza) e a suore amorevoli (appena due).
[CLEOPATRA]: Hai scelto il self publishing per Il recinto dei pazzi e per altre opere, pur avendo una lunga esperienza con editori tradizionali. Qual è oggi il tuo rapporto con il self? È una scelta di libertà, di controllo, di strategia o di necessità?
[LT]: Il self è un mezzo alternativo per regalare spazio a lavori che verrebbero scartati perché non fruibili dai cosiddetti “lettori forti”. Non abbastanza corposi a livello di foliazione (come “La cuoca”) o non incasellabili in un genere ben definito come “Il recinto dei pazzi”. Mi consente anche di regalare una seconda vita a tutti quei racconti già pubblicati con diverse case editrici. Li ho riuniti in brevi raccolte tematiche disponibili sia su Amazon che su Kobo con un logo ideato nel 2025: “LSP - Leggere Senza Pregiudizi”; è presente su tutti i miei lavori indipendenti. Sta per: non guardarli con il sospetto che siano immondizia lanciata a caso sul Web.
[CLEOPATRA]: Sul piano della promozione online: utilizzi social network, blog, newsletter, presentazioni virtuali, contatti con blogger e bookstagrammer. Quali strategie hanno funzionato davvero per te? E quali si sono rivelate sopravvalutate?
[LT]: Staziono pochissimo sui social per cronica assenza di tempo. Utilizzo in particolar modo Instagram per raccontare ciò che mi accade di bello grazie alla scrittura, ogni tanto mi ha regalato l’attenzione di qualche lettore o organizzatore di Festival letterari. Non ho mai adottato particolari strategie, perciò non sono qualificata per rispondere alla domanda.
[CLEOPATRA]: E offline? Hai partecipato a fiere, firmacopie, presentazioni in libreria o festival di genere? Che riscontro hai avuto dal pubblico reale, quello che ti guarda negli occhi e ti fa domande senza filtri?
[LT]: Ho partecipato a più edizioni di PLPL e del SalTo, ai firmacopie mai. Tantissime presentazioni in libreria, qualche partecipazione al Neroma Noir Festival e alla prima, strepitosa, edizione del Festival del Giallo di Napoli.
In queste occasioni porto sempre con me il “libro degli ospiti”: un grande taccuino ormai logoro, pieno di ritagli di giornale o locandine. Funziona così: quando un lettore desidera una dedica, gli chiedo di contraccambiare con un suo pensiero sulle due ore appena trascorse insieme. Lì ci sono i riscontri più cari e soprattutto tangibili anche a distanza di anni.
Se posso permettermi di fare una segnalazione, a breve sarò ospite del Comune di Ciampino per raccontare dal vivo “La cuoca”. Se qualche lettore di CLEOPATRA volesse ascoltare la voce di Nunzia, principale protagonista del romanzo, ne sarei felice.
Presentazione “La cuoca – Storia di un terremoto” - Giovedì 5 marzo - ore 17:30 - Aula Consiliare, Via IV Novembre snc - Ciampino
[CLEOPATRA]: Hai vinto premi importanti sia per romanzi sia per racconti, spaziando dalla scrittura ironica al noir più cupo. Quanto conta, per uno scrittore agli inizi, esercitarsi nel racconto breve prima di affrontare il romanzo?
[LT]: Almeno per quanto mi riguarda, è un esercizio imprescindibile. Nel 2013, quando volli approcciarmi per la prima volta al romanzo, ero terrorizzata. Come avrei potuto sostenere oltre duecento pagine senza crollare al secondo capitolo? Mi venne incontro il suggerimento di uno scrittore esperto, oggi famosissimo: Sai scrivere racconti, no? Allora cucili assieme!
Anche per questo, immagino, la struttura di Silenzio – più avanti trasformato ne “I silenzi di Roma” per la Frilli – ha una peculiare trama a puzzle e diversi cameo inseriti nel taxi di Ernesto.
[CLEOPATRA]: Quali errori vedi più spesso negli aspiranti autori di gialli e noir? E quali consigli concreti – tecnici, ma anche psicologici – ti senti di dare a chi vuole essere pubblicato e letto senza snaturare la propria voce?
[LT]: Più che autentici errori, riscontro piccole ingenuità dettate dall’inesperienza. Ciò che mi strappa il sorriso è la tendenza ad “americanizzare” il linguaggio, le situazioni, i contesti. Se scegli di ambientare a Parma (città presa a caso tra mille), perché far agire i personaggi come se abitassero a New York? Non è credibile.
L’unico consiglio che mi permetto di dare, tenendo conto che non mi ritengo nella posizione di insegnare granché a nessuno, è di concentrarsi sul reale tralasciando frasi a effetto e fuochi d’artificio. Ciò consente di sviluppare una voce narrativa più genuina, diretta e – con un pizzico di fortuna – capace di renderti riconoscibile nella massa.
[CLEOPATRA]: Per chi volesse seguirti, leggere i tuoi lavori o contattarti per presentazioni e collaborazioni: quali sono i tuoi canali digitali ufficiali? Come preferisci che un lettore o un aspirante autore si avvicini a te?
[LT]: Per presentazioni e collaborazioni, a patto che non implichino esborsi monetari, sarò felice di ricevere proposte in dm su questo profilo @luanatroncanetti
Lo stesso vale per i lettori (sempre benedetti nei secoli) che desiderino chattare con me.
Non posso essere granché utile agli aspiranti autori per due ragioni: 1) Non possiedo bacchette magiche, contatti importanti, consigli prodigiosi: in caso contrario sarei famosa. 2) Esistono già mille siti/forum per orientarsi in un universo sempre più complesso.
[CLEOPATRA]: Se amate il dramma che scava nelle coscienze, il noir che non concede scorciatoie morali e le storie capaci di alternare ironia e buio, vi invitiamo a scoprire i romanzi e i racconti di Luana Troncanetti. Dall’ispettore Proietti alle voci spezzate de “Il recinto dei pazzi”, il suo universo narrativo è un territorio da esplorare senza pregiudizi – con la curiosità di chi sa che la letteratura migliore nasce sempre dove qualcuno ha avuto il coraggio di non compiacere nessuno.
Intervista realizzata da. Alessio Valsecchi
🟡 Le proposte dei nostri follower
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Ecco i libri segnalati di recente dai rispettivi autori…
📙 Fino al fondo
di Chiara Greco - bookabook (5 marzo 2026)
Dopo la morte della nonna, Luna si ritrova sola con un quaderno rosso e la domanda: “Chi sei?”. Inizia così un viaggio in Sud America tra città caotiche, deserti infiniti e incontri inattesi. Affronta paure, assenze e ricordi che si mescolano al presente, confrontandosi con ansia, corpo e tempo che sfugge. Tra ostelli, bus notturni e cieli immensi, impara a guardarsi dentro senza fuggire, scegliendo tra immobilità e rinascita. Ogni passo diventa un’occasione per scoprire sé stessa e capire che il vero viaggio comincia solo quando si trova il coraggio di affrontare ciò che si è davvero. Approfondisci
📙 L’Isola dei Mutevoli Climi
di Hanya Smith - Independently published (9 febbraio 2026)
A tredici anni Lunuel non conosce le emozioni, soffocate dai nonni per timore del potere ereditario che condanna le donne della famiglia Ekar. Sull’isola di Mnemes, l’arrivo dei fratelli Mark e Julian e dei coetanei Melissa e Bran rompe l’equilibrio, spingendo Lunuel a esplorare grotte proibite e luoghi misteriosi, affrontando memorie oscure e conflitti familiari. Gradualmente scopre la gioia, la tristezza e la gelosia, e la verità su sua madre e le intenzioni dei ragazzi. Nel frattempo, gli otto Numi dei Venti, in particolare Boreas, rendono l’isola sempre più instabile. Un fantasy mitologico moderno tra magia e psicologia. Approfondisci
📙 Come un granello di sabbia
di Nicola Guidotti - Independently published (2 febbraio 2026)
Una raccolta di 22 racconti brevi che mescolano suspense e inquietudine, ispirandosi a King, Matheson e alle storie “Ai confini della realtà”. Ogni storia trasforma dettagli minuscoli in presagi o minacce, rivelando segreti nascosti in paesini tranquilli, oggetti comuni o presenze impossibili. Ombre, distorsioni temporali e spazi inattesi spingono uomini e donne a confrontarsi con realtà alterate, spesso troppo tardi. Lampi di buio e svolte inattese creano universi dove nulla è come appare, lasciando un senso di dubbio e tensione che perdura oltre la lettura. Approfondisci
📙 Come al Carnevale di Rio
di Alessia Ghigiarelli - Europa Edizioni (16 gennaio 2026)
Un’autobiografia anticonvenzionale in cui Alessia Ghigiarelli racconta otto anni di silenzi, diagnosi e cadute, trasformati in rinascita. Tra narrativa, poesia e immaginazione, l’autrice converte paura e sofferenza in energia vitale, ride tra le lacrime e sfida il destino chiamando “esperienza” ciò che altri definiscono malattia. Figure simboliche – tigre, drago, aquila, Pianeta 9 – guidano un cammino interiore verso pace, memoria ancestrale e umanità condivisa. Ne emerge un inno alla resilienza: un invito a credere, respirare e riscoprire colore, coraggio e festa dentro sé stessi. Approfondisci
📙 Frammenti di mondo
di Federico Linossi - Officine Pindariche (23 dicembre 2025)
Una vecchia scatola di biscotti, colma di memorie infantili, diventa lo scrigno da cui nasce Frammenti di mondo, raccolta di racconti che intreccia spostamenti geografici e percorsi interiori. Tra incontri, scoperte e consapevolezze maturate nel tempo, emerge l’evoluzione dell’animo. I testi, brevi ed essenziali, rifiutano il turismo massificato e gli itinerari stereotipati. Federico Linossi sceglie mete personali, vive strade e mercati come un abitante, tracciando una mappa sentimentale accompagnata da colonne sonore contemporanee. L’autore mette da parte sé stesso per lasciare spazio all’essenza dei luoghi, mai definiti una volta per tutte. Approfondisci
📙 Un amico...o forse no?
di Davide Arduini - Independently published (25 novembre 2025)
Marco, diciassettenne timido e introverso, trascorre giornate tra scuola e videogiochi, privo di certezze sul proprio futuro e segnato da insicurezza. La routine cambia quando, seduto sulla panchina del parco che ama, scopre un biglietto giallo rivolto proprio a lui. Il messaggio, misterioso e rassicurante, lo invita a non temere e promette una rivelazione importante. Quel gesto inatteso spezza la monotonia e accende curiosità e speranza, spingendolo a interrogarsi su sé stesso e sulle possibilità che potrebbero trasformare il suo cammino. Approfondisci
📙 Acqua e olio
di Anna Graciotti - Edizioni &100 (23 settembre 2025)
Un romanzo corale che segue la famiglia Ferrante tra il 1905 e il 1955, attraversando mezzo secolo di passioni, sogni infranti, tradimenti e silenzi. Donne e uomini inseguono l’illusione che il sentimento basti a unire ciò che la vita divide, ma scoprono che esistono distanze incolmabili e ferite resistenti al tempo. Tra fragilità e forza dei legami, la narrazione esplora la difficoltà di amare ed essere ricambiati. Nella durezza quotidiana affiora talvolta un lieve mistero, come polvere sospesa tra le pagine. Approfondisci
📙 Grate alle finestre
di Antonio Sambiase - Dialoghi (23 luglio 2025)
“Grate alle finestre” è una raccolta poetica che esplora interiorità, interrogandosi sul significato dell’esistenza e sulle modalità con cui affrontare le difficoltà quotidiane. L’immagine delle grate diventa simbolo di chiusura affettiva, immobilità corporea e oppressione, evocando la sensazione di clausura tra pareti domestiche. Porte e inferriate assumono così valore metaforico: non soltanto elementi architettonici, ma barriere visibili e invisibili che restringono libertà, respiro e possibilità d’azione. Attraverso versi intensi, l’opera invita a riconoscere tali limiti e a cercare uno spiraglio capace di restituire spazio e luce all’essere umano. Approfondisci
📙 Il respiro profondo del mare
di Eliana Vivirito - Algra (25 giugno 2025)
La giovane psicologa Diviana Rizzo vede la propria esistenza sconvolta dall’assassinio della maga del paese. L’indagine la conduce in un intreccio tra presente e Seicento siciliano, segnato dall’Inquisizione spagnola. Attraverso un doppio piano narrativo, riaffiora la vicenda dell’antenata Donna Diviana, arsa come strega, dalla quale ha ereditato nome e sensibilità capace di cogliere ciò che è invisibile. Il romanzo, giallo storico, mette a confronto due epoche per riflettere su trauma ereditato, memoria e sopraffazione femminile, mostrando come le torture inquisitorie diventino simbolo di ogni oppressione fisica, culturale e istituzionale. Approfondisci
📙 Questo fragile incanto
di Lisa Guerrini - Another Coffee Stories (14 giugno 2025)
A Bologna, Adele, 49 anni, nasconde il dolore per la perdita del figlio dietro una nuova relazione con Claudio. L’incontro con Davide, il figlio adolescente di lui, risveglia emozioni inattese: sguardi, silenzi e un’attrazione proibita che sfida regole e convenzioni. Tra desiderio e colpa, madre e ragazzo instaurano un patto di purezza che il cuore fatica a rispettare, costringendoli a confrontarsi con ciò che è giusto e ciò che li rende felici. Il romanzo, d’amore intenso e fuori dagli schemi, lascia un finale aperto, sospeso tra incertezza e possibilità di felicità. Approfondisci
📙 Stanza 403
di Simone Santeramo - Capponi Editore (11 marzo 2025)
Nei Sassi di Matera, l’Hotel Belvedere ospita una famiglia in vacanza. Andrea, giovane proprietario, nota gesti, sguardi e dettagli invisibili agli altri, percependo tensioni nascoste tra marito e moglie. Quando l’attenzione diventa ineludibile, deve decidere fino a che punto intervenire, affrontando il confine tra giusto e illecito. Le scelte lo costringono a confrontarsi con errori passati e responsabilità presenti. Tra colpa e redenzione, scopre che la verità può essere distorta ma non cancellata. Una narrazione intensa su coraggio, empatia e seconde possibilità, che mostra come ogni azione possa influenzare destini e trasformare vite. Approfondisci
📙 Delitto nella nebbia
di Sara Folla - Riccardo Edizioni (25 febbraio 2025)
A Ravenna un omicidio sconvolge la città: la vittima, uomo affascinante e manipolatore, frequentava ambienti esclusivi e viveva di inganni. La commissaria Erminia Mantovani, al suo secondo caso, indaga tra lusso ostentato, vizi nascosti e falsi volti, dove l’apparenza sembra valere più della realtà. Tra inganni e segreti, scopre verità scomode che sfidano la superficialità della società elegante. L’indagine si rivela complessa, tra persone pronte a celare comportamenti illeciti sotto la patina dorata, mostrando che dietro il luccichio dell’esteriorità si cela spesso il lato oscuro delle relazioni e delle ambizioni umane. Approfondisci
📙 Stomaco d’amore
di Siria Andrə’ Comite - Lulu.com (11 gen 2025)
Il libro è una testimonianza autobiografica di rinascita dopo esperienze traumatiche. L’autrice comprende che rimuovere il dolore significherebbe restare frammentata; sceglie invece di guardare in faccia le proprie ferite per trasformarle in forza e costruire una serenità autentica. Attraverso poesia, mito e scienza, analizza tre violenze di matrice patriarcale vissute in prima persona e riflette sulle radici culturali della brutalità maschile, raccontando cosa significhi essere socializzata donna in Italia. L’opera si propone come terapia e dono: un invito ad accogliere la memoria, alimentare l’amore per la sopravvivenza e riconoscere in sé un’energia capace di bruciare paura e oppressione. Approfondisci
🟠 Fuori dai Bordi numero 0: la rivista per scrittori che non c’era
Dalla mente brillante e mai ferma di Luca Panzarella - patron di ConcorsiLetterari.net - è nata Fuori dai Bordi, la rivista letteraria indipendente per chi scrive, legge e sceglie di stare fuori dagli schemi.
Fuori dai bordi non è solo una rivista, è una presa di posizione. È dire che la scrittura merita spazio, tempo e cura. È scegliere di sostenere un progetto prima che diventi “qualcosa”, quando è ancora fragile e vero.
Online è possibile sfogliare e scaricare una gustosa anteprima del Numero 0 del magazine, pubblicato a gennaio 2026. È anche possibile acquistare il Numero 0 sia in formato digitale Kindle (4,99€) sia in formato cartaceo (10,99€).
All’interno di questo primissimo numero della rivista potrete trovare racconti inediti di autori emergenti, qualche passatempo/quiz per scrittori, alcuni esercizi pratici e soprattutto tanti utili articoli di approfondimento come:
• Scrivere quando nessuno ti legge: non serve un pubblico per avere una voce;
• Quando un luogo diventa racconto: la scrittura come pratica di ascolto e appartenenza;
• Comprendere il blocco dello scrittore: il blocco non è una fine, ma un invito a ricominciare;
• Scrivere con l’IA senza perdere se stessi: una guida chiara e onesta per usare l’IA come strumento, non come sostituto;
• La domanda drammaturgica principale: scopri la scintilla che tiene viva una storia;
• Scrivere emozioni, non parole: come mostrare le emozioni attraverso azioni, gesti e dettagli;
• Qual è il problema del protagonista della tua storia? Ogni personaggio cresce solo quando deve affrontare ciò che teme di più;
• Come scrivere un grande incipit. L’arte di iniziare: quando una frase non introduce solo una storia, ma un mondo;
• I benefici della scrittura sulla mente. Scrivere per stare meglio: gli effetti reali su mente, corpo ed emozioni;
• Costruire la propria presenza d’autore online: strategie semplici e sostenibili per comunicare sui social mantenendo intatta la tua identità.
🟠 Intervista all’editor Rita Traina
In questa intervista incontriamo Rita Traina, editor di saggistica e correttore di bozze freelance con base a Firenze. Con oltre quindici anni di esperienza al fianco di case editrici come Giunti, Rita ha costruito un percorso fatto di precisione, passione per i testi e un approccio meticoloso alla revisione linguistica.
Le sue parole offrono agli scrittori emergenti e aspiranti autori uno sguardo diretto sul mondo dell’editoria professionale, sulle competenze necessarie per valorizzare un testo e sulle strategie concrete per collaborare con editor e case editrici.
Un’occasione preziosa per comprendere come trasformare una bozza in un libro curato e credibile.
[CLEOPATRA]: Rita, puoi raccontarci in dettaglio quali servizi offri oggi come editor e correttore di bozze freelance, e a chi si rivolgono principalmente?
[Rita Traina]: Allora, io lavoro esclusivamente con case editrici, la mia esperienza è per lo più in Varia, quindi saggistica divulgativa, ma anche molto altro. Il mio compito è quello di rendere il più chiaro possibile il testo che ho davanti, senza perdere la voce dell’autore. Soprattutto quando si fa editing, il nostro è un “consiglio”, un’azione che si pone accanto al lavoro dell’autore per migliorare il modo in cui trasmette il suo sapere (nel caso dei saggi). Frasi che non girano, che non tornano, espressioni che possono essere meglio architettate. Periodi da spostare in altri punti del testo.
Ma anche quando si fa correzione di bozze non si deve pensare che il lavoro sia solo togliere refusi e errori ortografici qua e là, anche se per lo più il lavoro concerne questo, non manca la necessità di fare (ancora) un editing leggero, così come l’editor si occupa spesso anche di una prima correzione grammaticale, ortografica e di refusi. Quindi editing e correzione di bozze vanno a braccetto. Ma ancora: un correttore di bozze guarda anche se ci sono errori sull’impaginato o se le immagini sono congruenti col testo. Controlla la coerenza interna. Insomma, che tutto quadri.
[CLEOPATRA]: La tua carriera nel mondo dell’editoria è iniziata dopo la laurea in Conservazione dei Beni Culturali. Quanto ha influenzato questo percorso accademico il tuo approccio alla revisione e all’editing dei testi?
[RT]: La mia carriera nel mondo dell’editoria è iniziata molto dopo la laurea, anche se la mia visione di un futuro nel settore è sempre stata presente. Probabilmente non sapevo nemmeno come fare. E sono emerse anche altre difficoltà, tra cui le necessità famigliari. Ma ad un certo punto ho capito che dovevo coniugare la mia passione con un percorso lavorativo. Avete presente il concetto di ikigai? Questa filosofia spiega perfettamente come giungere alla conoscenza di sé, alla scoperta di ciò che dà senso e realizzazione di sé stessi. Per me hanno cominciato a mettersi in fila un paio di cose, anche con eventi un po’ strani che non starò a raccontare. Una persona mi ha riavvicinato al mondo editoriale dopo il fallimento di una mia impresa lavorativa e mi ha fatto capire più chiaramente cosa fosse il lavoro redazionale. Poi, una volta compreso che quella era davvero la strada giusta per me, bisognava trovare come percorrerla. A questo ci pensarono le mie amiche – che ancora ringrazio per avermi spronato in un momento di crisi – che una mattina di buon’ora mi chiamarono, prima una e poi l’altra, per mettermi al corrente di un corso finanziato dalla Comunità Economica Europea per formare nuovi redattori, e per giunta gratuito. Sette mesi di corso in presenza, tutti i giorni. Ero discretamente preoccupata, ma alla fine partecipai alla selezione… e riuscii a far parte dell’esiguo numero degli studenti del “New Editor”. La mia fortuna!
Quanto ha influenzato la laurea in Conservazione dei Beni Culturali? Sicuramente il fatto di essermi sempre nutrita di un ambiente culturale umanistico e di alto livello e aver “mangiato” libri a colazione, pranzo e cena ha reso più forte quella che comunque era già la mia natura, che ha radici molto più lontane. Ma il piano di studi di carattere storico che ho perseguito, mi ha lasciato una cura maniacale per i fatti, e la precisione credo derivi un po’ da questo. Anche se poi l’ho imparata in redazione.
[CLEOPATRA]: Hai seguito il corso “New Editor” presso Idi-informatica e uno stage formativo in redazione. Quali competenze concrete ti hanno dato questi primi passi, e quanto sono state determinanti per la tua crescita professionale?
[RT]: Il New Editor è stato al tempo (era il 2008) l’università del mondo redazionale: lì abbiamo imparato tutto ciò che era necessario per lavorare in editoria. Dalla vita di redazione a come è formato un libro, dalla correzione di bozze all’impaginazione con programmi specifici (al tempo QuarkXPress) e l’uso di Photoshop. Abbiamo potenziato l’uso del pacchetto Office che conoscevamo già tutti a grandi linee, e ci sono state date basi anche di redazione web. La vita in classe era un continuo esercizio pratico oltre alla lezione frontale. Ricordo tra l’altro un’esercitazione a gruppi nella quale ci fecero ideare e costruire una rivista. Fu un’esperienza esaltante.
Il corso terminò con uno stage in una casa editrice, durante il quale veramente ho potuto imparare tantissimo: per quanto si studi la pratica (che comunque facevamo tanto in classe) in una redazione è una vera scuola. E poi l’esame finale. L’insieme di tutte le componenti ha dato vita alla Rita che poteva finalmente partire in questo lavoro. Il giorno dopo già collaboravo con la redazione come esterna. E ad oggi posso dire che senza un corso ben fatto come il “New Editor” non si possono avere gli strumenti per cominciare.
[CLEOPATRA]: Nei tuoi oltre 15 anni di esperienza, c’è stato qualcuno che ha funzionato come mentore o tutor nella tua formazione? In che modo questi incontri hanno influito sul tuo metodo di lavoro?
[RT]: Ne ho avuti diversi di mentori. Il primo è stato un insegnante del corso “New Editor”. Bravissimo. Ancora oggi ho la fotocopia che ci aveva fornito come vademecum dei simboli di correzione. Poi le varie redattrici con cui ho collaborato, che mi hanno insegnato tantissimo e da cui ogni giorno ancora apprendo qualche cosa. Ognuna di loro mi ha insegnato il rapporto col testo, la serietà, la precisione. Si tratta di elementi che, sì, si imparano nei corsi, ma si affinano in redazione e proprio dallo scambio di opinioni. Da loro ho appreso tanto e sono loro veramente grata per ogni parola che hanno speso per me. Tra queste ancora ho rapporti di lavoro con quella che simpaticamente chiamo “la mia madrina” perché fu lei ad accogliermi nei primi giorni di stage, e ancora è lì in redazione.
[CLEOPATRA]: Definisci il testo come “sempre un’emozione incredibile”. È realistico provare questa emozione per ogni testo che si corregge o si edita, anche nei casi più complessi o tecnici?
[RT]: Questa frase in realtà era riferita a Testo, la fiera di Pitti che c’è stata in questi giorni a Firenze. E ogni volta è un’emozione incredibile, soprattutto per chi come me non ha modo di spostarsi molto e andare, per esempio, al Salone Internazionale del Libro di Torino. Perché? Lì trovi tantissime case editrici, tra cui molte di nicchia, e puoi vedere prodotti editoriali che nelle librerie difficilmente trovi. Puoi parlare con esperti del settore. Sono organizzati incontri che ci danno la possibilità di accrescere il nostro bagaglio culturale di settore.
Però è anche vero che è un’emozione incredibile ogni volta che affronto un testo nuovo: è come se ci si mettesse davanti a uno sconosciuto e… si debba imparare a conoscerlo. Non si tratta soltanto di curiosità o interesse verso l’argomento che stiamo per andare a leggere (e correggere). Imparare a conoscere il testo ci aiuterà a renderlo coerente. E prima di affondare con la penna rossa non mancherà mai quel timore reverenziale verso il pensiero dell’autore. Si tratta di un istante, proprio un attimo di esitazione che insiste nel momento in cui stai per iniziare con la prima correzione.
[CLEOPATRA]: Per un aspirante editor o correttore di bozze, quali sono i percorsi più concreti per arrivare al tuo livello di professionalità? Ci sono tappe fondamentali da non trascurare?
[RT]: Primo: farsi una bella analisi di coscienza. Siamo certi che questa è la strada che vogliamo intraprendere? Non è una strada facile e ci sono molte energie da spendere se si vuole lavorare in questo settore. Se la risposta è sì.
Secondo: trovare un corso professionalizzante (come il mio “New Editor”) che vi offra anche uno stage in redazione, che dia competenze, attestato e sia preferibilmente riconosciuto da un ente territoriale. Ricordatevi che in redazione il lavoro è in velocità e non potete sperare di entrare in una redazione senza saper lavorare: nessuno ha il tempo di insegnare il lavoro come succedeva tanti anni fa. Inoltre, le redazioni difficilmente assumono personale, ma spesso esternalizzano parti della lavorazione a esterni: quindi è molto più probabile diventare un freelance con partita iva che essere assunti. Ciò vuol dire lavorare anche di sabato e di domenica quando è necessario.
Di scuole ne esistono tantissime, io mi sono imbattuta su www.lascuoladieditoria.net che mi sembra avere le caratteristiche giuste per un’ottima formazione e un inserimento nel mondo del lavoro.
[CLEOPATRA]: Hai lavorato esclusivamente su saggistica, collaborando con case editrici come Giunti Editore. C’è qualche libro su cui hai lavorato e che consiglieresti al nostro pubblico per capire cosa significa un editing di qualità?
[RT]: Ogni libro è come un figlio, quando ci lavori fa parte di te. Quindi potrei parlarvi di tanti libri. Ma alla fine… ho una mescolanza in testa. Inoltre, per far capire cos’è l’editing, che sia di qualità o meno, bisognerebbe avere davanti sia il testo finito che il testo di partenza.
[CLEOPATRA]: Come promuovi oggi i tuoi servizi freelance? Quali strategie di marketing utilizzi, sia online sia durante incontri e eventi dal vivo, per raggiungere nuovi autori e case editrici?
[RT]: Lavoro da 15 anni, ma ho aperto partita IVA da un anno. Sto imparando anch’io a muovermi nel campo dei contatti. Ma ho capito una cosa fondamentale: nessuno verrà a cercarci.
Ho imparato a muovermi attraverso Linkedin, gestendo in prima battuta il mio profilo e contattando chi mi interessa. Credo però che la candidatura spontanea alle case editrici e ai service editoriali sia fondamentale. Probabilmente devi arrivare nel posto giusto nel momento giusto, e sicuramente è un lavoro alienante e con scarsi risultati rispetto alla mole di lavoro che richiede. Ma non si può evitare.
In tutti i casi serviranno un CV fatto bene, graficamente ben composto e accattivante, portfolio, lettera di presentazione e lista servizi. Ovviamente dovrete avere anche un listino prezzi chiaro da inviare quando ve lo chiedono.
E poi, fatevi una vostra strategia: io ho costruito un foglio Excel con i dati delle case editrici che mi interessano, affini al lavoro che faccio. Si tratta di un lavoro da fare nei ritagli di tempo, ma almeno è pronto nel momento in cui deciderete di mandare le vostre proposte di collaborazione.
Non contattate case editrici che non lavorano nel vostro campo di intervento: è del tutto inutile. L’idea del “io faccio tutto” è impropria. Lavorare sulla saggistica è diverso dal lavorare sulla scolastica o sulla fiction. Fatevene una ragione.
Dicono inoltre che aiuta avere un profilo Instagram; io l’ho rivitalizzato da poco, da profilo personale. Non so dirvi quanto questo possa essere effettivamente funzionale. Forse è più utile per chi si propone direttamente agli autori.
Negli eventi dal vivo: dipende molto dal caso. Ma riuscire a fare due chiacchiere anche in queste fiere con le persone agli stand può portare qualcosa. Però, niente deve essere forzato. Io penso che la naturalezza paghi, per quanto sia difficile.
[CLEOPATRA]: Il tuo profilo LinkedIn è molto attivo. Quale ruolo gioca nella tua attività di editor e quanto ti ha aiutata nel costruire relazioni professionali durature nel settore dell’editoria?
[RT]: Sì, sono molto attiva, ma anche il mio profilo esiste da relativamente poco rispetto ad altri. In fondo mi piace comunicare e quindi “parlare” con gli altri non mi è difficile. Ho conosciuto persone molto carine e qualcuno mi ha aiutato davvero tanto, anche nella decisione stessa di aprire la partita Iva. Credo che su Linkedin si possano costruire relazioni professionali di valore, ma ci vuole tempo, come in ogni cosa.
[CLEOPATRA]: Di recente hai rivitalizzato il tuo profilo Instagram dedicato all’editoria. Che tipo di contenuti condividi e quali risultati hai ottenuto nel creare una comunità di autori e professionisti interessati al tuo lavoro?
[RT]: Il mio profilo Instagram sta cercando ancora di prendere forma. L’idea sarebbe quella di far vedere sotto chiave ironica il nostro lavoro ma, allo stesso tempo, raccontare qualcosa, piccoli momenti della nostra professione. Uso per lo più una sorta di avatar: un fumetto, che sarei io, che vive i momenti della vita di un correttore di bozze. Un esempio? Vi è mai capitato di svegliarvi in piena notte con la soluzione per una frase che non girava?
Risultati? Ancora è troppo presto, anche se vedo qualcuno che si occupa del settore che mi segue, ed è già una soddisfazione.
[CLEOPATRA]: Nel tuo lavoro sottolinei l’importanza della coerenza, della revisione dei fatti e del fact checking. Quanto peso ha questa attenzione ai dettagli nella percezione finale del lettore e nella reputazione di un testo pubblicato?
[RT]: La coerenza è fondamentale. Aiuta il lettore a leggere più rilassatamente un testo. Sembra quasi banale, ma provate a pensare a un testo dove ci sono tanti elenchi e in ognuno cambia la simbologia del punto elenco. Oppure i titoli di paragrafo sono tutti con font diversi e di dimensioni diverse. La mente non vede ordine e “sclera”. Noi rimettiamo quell’ordine prima che si vada in stampa, qualora qualcosa sia sfuggito (e spesso sfugge).
Il fact cheching è necessario e indispensabile. Controlla che i fatti di cui si fa menzione siano veri: date, nomi, luoghi e molto altro. Provate a pensare se su un testo scolastico si trovasse che “la Costituzione della Repubblica Italiana è entrata in vigore il 1° gennaio 1984”. Qui un refuso ha portato avanti il tempo: l’anno è il 1948! Ma centinaia e centinaia di ragazzi con quel refuso avrebbero potuto sbagliare una domanda d’esame.
[CLEOPATRA]: Infine, per gli scrittori emergenti che ci leggono, quali consigli concreti daresti per avviare collaborazioni proficue con editor e correttori di bozze e aumentare le probabilità che il loro testo venga valorizzato e pubblicato?
[RT]: Una revisione prima della presentazione a una casa editrice può essere una buona idea. Starà a voi scegliere se farvi aiutare per un editing o solo per una correzione di bozze. Un editor professionista vi potrà aiutare a gestire il testo al meglio, ma dovete essere pronti alla “critica”. L’editor è lì per aiutarvi e vi darà suggerimenti per migliorare il vostro “bambino”. Questo potrebbe voler dire tagliare, spostare, cambiare frasi. Siete pronti?
In ogni caso, l’editing non vi garantirà la pubblicazione, questo deve essere chiaro. Potrebbe darvi una marcia in più. C’è da dire che la redazione, una volta accettato il vostro testo, comunque lo metterà nuovamente sotto editing.
Altra cosa: non esiste un editing uguale ad un altro. È comunque un lavoro soggettivo. Il rapporto con il proprio editor, secondo me, è un rapporto quasi da matrimonio. Quando si trova un editor con cui ci si trova bene, non si lascia.
Per trovare un buon editor non sta a me dirvi come fare. Sicuramente dovrete affinare la ricerca e non fidarvi dei consigli di vostro cugino a meno che non lavori nel settore. Sicuramente sul web potrete trovare la persona giusta, tra Instagram, Facebook, e siti internet c’è un’ampia scelta e potrete valutare chi si occupa di materiale simile al vostro. Non esitate a contattarli. Da un contatto si capisce sempre di più che da una sterile pagina web.
[CLEOPATRA]: Grazie Rita del tempo che ci hai dedicato.
Intervista realizzata da: Lucinda Conti
🟠 Il contest #17 di Cleopatra
In attesa di scoprire chi ha vinto il Contest Numero 16 presentato lo scorso mese, oggi lanciamo il Numero 17 e premiamo il Numero 15. 😁
Il contest numero #17 apre le sue iscrizioni da martedì 3 marzo 2026 a lunedì 2 aprile 2026.
Possono prendervi parte autori e autrici maggiorenni di nazionalità italiana iscritti alla newsletter. È aperto a racconti in lingua italiana, di ogni genere, a tema libero, lunghi fino a un massimo di 4 cartelle (7.200 caratteri circa, spazi inclusi).
Per partecipare è necessario inviare il modulo di iscrizione compilato (scaricabile col bando completo QUI) insieme al testo del proprio racconto in allegato a una email indirizzata a concorsiletterari@substack.com e con oggetto: “Partecipazione al contest #17 di CLEOPATRA”. L’autore o autrice del racconto vincitore sarà successivamente contattato/a dalla Redazione.
In palio, oltre alla gloria eterna, la pubblicazione della propria opera all’interno di un’antologia cartacea, la cui lavorazione è prevista a settembre 2026.
Vi aspettiamo numerosi! 😉
Ma chi ha vinto il Contest Numero 15? Se lo sono aggiudicato Gabriella Usiello e Federico Salvatori rispettivamente con i racconti “Non ero io, era il signor B.” e “La distanza tra due ginocchia” . Bravi Gabriella e Federico, complimenti, sarete presto contattati via email dalla nostra Redazione per le attività post premiazione.
🟠 Baci e abbracci
In chiusura il solito messaggio di servizio: cerchiamo collaboratori e collaborazioni per la newsletter, in regime di scambio favori e visibilità.
In particolare cerchiamo:
appassionati/e di Instagram che ci aiutino a diffondere la newsletter
redattori/redattrici per la realizzazione di micro-interviste
redattori/redattrici per la realizzazione di recensioni
Per proporsi basta scrivere a: concorsiletterari@substack.com
Per questo numero di CLEOPATRA è tutto. Ci si rilegge tra un mese circa, il 3 di aprile. E buona scrittura a tutti!




















